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Pamela Lucciarini con Guido Barbieri

mercoledì 16 settembre 2020 - ore 18:30

Orto dei Pensatori – Via Illuminati – Macerata

Pamela Lucciarini
voce e clavicembalo

Guido Barbieri
drammaturgia e narrazione

Biglietto unico 5 euro

Acquistabile presso la Biglietteria dei Teatri di Macerata (Piazza Mazzini – 0733 230735 – dal martedì al sabato dalle 9 alle 12). In alternativa il giorno dello spettacolo presso l'Orto dei Pensatori dalle 17:30

Foglio di Sala [PDF]

 

“All'Amore”
Brani di Sigismondo d’India, Bartolomeo Barbarino, Francesco Cavalli, Barbara Strozzi, Giovanni Felice Sances, Bartolomeo Barbarino, Sigismondo d’India, Claudio Monteverdi

* * *

Sigismondo d’India
Amico hai vinto (Madrigale a voce sola, 1621)

Bartolomeo Barbarino
Queste lacrime amare (da Madrigali di diversi autori, Venezia 1606)

Francesco Cavalli
L’Alma fiacca svanì (Lamento di Cassandra dall’Opera “Didone”, 1641)

Barbara Strozzi
L'Eraclito amoroso (tratto da Cantate ariette e duetti, opera seconda, 1651)

Giovanni Felice Sances
Da più profondi orrori - Proserpina Gelosa - (Cantade a voce sola, Venezia 1633)

Bartolomeo Barbarino
Son morto, ahi lasso (Madrigale a voce sola, 1606)

Sigismondo d’India
Vorrei baciarti o Filli (Madrigale a voce sola, 1621)

Claudio Monteverdi
Disprezzata Regina da L'Incoronazione di Poppea (Atto I, scena V, 1643)

* * *

La morte di Cartesio, avvenuta nel 1650, è ancora oggi, un enigma irrisolvibile. La causa principale sarebbe, secondo le biografie ufficiali, una banale polmonite contratta a Stoccolma, dove il filosofo si trovava per impartire una serie di lezioni private di etica e di morale a Cristina di Svezia. Ma recentemente uno studioso tedesco ha messo in luce una verità ben più complessa: René Descartes sarebbe stato in realtà avvelenato da un emissario di Papa Innocenzo X, preoccupato che il suo pensiero “eretico” distogliesse la regina dal proposito di convertirsi al cattolicesimo. Comunque siano andate le cose un dato è certo: l’oggetto principale delle conversazioni tra il filosofo e Cristina è stato senza dubbio, durante il gelido inverno svedese, un breve trattato pubblicato l’anno precedente: Les passions de l’âme. Un tentativo tanto ingegnoso quanto azzardato di ricondurre le sei principali passioni umane (Odio, Amore, Gioia, Tristezza, Desiderio e Meraviglia) a cause puramente biologiche: non frutto della mente, dunque, né dell’anima, bensì del corpo. Un contributo anomalo e trasgressivo alla “Poetica degli Affetti” che sin dal Cinquecento poeti e musicisti hanno costantemente agito e praticato. “All’amore”, concepito a quattro mani da Pamela Lucciarini e Guido Barbieri, è dunque per un verso la ricostruzione del “giallo storico” che circonda la morte di Cartesio, per l’altro una indagine squisitamente musicale su una delle sei passioni primarie catalogate dal suo trattato: l’Amore.
L’Amore nelle sue più svariate forme riesce infatti ad evocare immagini ed affetti di straordinaria e inesauribile ricchezza. Sigismondo d’India, ad esempio, tra le sue Musiche a Una e Due voci, nel Quarto libro annovera un piccolo gioiello di poche battute: Amico hai vinto. Si tratta di un esemplare caratteristico della sua produzione madrigalistica, colmo di liricità e di modernità. Sigismondo figura del resto tra i compositori che portano lo stile recitativo ad un altissimo livello melodico-espressivo. D’altra parte anche i versi ne sono magnifico movente: nel momento del trapasso il ricongiungimento giunge a redimere e a liberare l’anima. Il testo è di Torquato Tasso. Il suo “Vorrei baciarti” è un inno di lode all’amore, il testo è di Giovanni Battista Marino. La melodia vorticosa, segnata da di intervalli inconsueti, rappresenta una vasta gamma di affetti che vanno dallo struggimento alla pace interiore.
Un caso particolarmente persuasivo di efficacia “retorica” è poi quello offerto dalla “virtuosissima cantatrice” Barbara Strozzi, figura emblematica e ancor oggi enigmatica. Nei suoi Lamenti L'Eraclito amoroso e Lagrime mie elogia infatti, come unico mezzo per sfuggire alla sofferenza amorosa, il naufragio nella follia e il conforto della malinconia.
Bartolomeo Barbarino detto Il Pesarino, autore di un ingente numero di opere sacre e profane per voce e continuo, è invece autore di un brano di altissima qualità espressiva, Son morto, ahi lasso, che richiama in modo esplicito, soprattutto nel finale, il celebre madrigale di Jacob Arcadelt Il bianco e dolce cigno. Rinviando forse ad un tratto autobiografico il compositore intende qui la Morte, adottando un diffuso topos madrigalistico, come il momento estremo, culminante, dell’atto d’amore. L’affetto della Morte non viene rappresentato però dal consueto artificio grafico-testuale, bensì portando al parossismo il testo, la condotta melodica e la figurazione armonica.
Inesauribile, infine, il catalogo degli affetti offerto dall’invenzione poetica e musicale di Monteverdi. Il monologo di Ottavia tratto da L’Incoronazione di Poppea rappresenta la condizione di una donna, costretta ai suoi doveri di regina e preda di innumerevoli frustrazioni. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare Ottavia, rassegnata alla mancanza d’amore, vive in una gabbia creata dal ruolo dominante al quale non può sottrarsi, prigioniera dalla bramosia di potere che la spingerà a tentare di uccidere il marito.

(pl e gb)

 



 

L'iniziativa è realizzata da

Associazione Musicale Appassionata

in collaborazione con

Università di Macerata

nell'ambito di

Marche inVita - Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma

con il sostegno di

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Roberto Valli Pianoforti